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Nel weekend del 28/29 maggio il Circolo Nautico Chioggia ha organizzato l’undicesima edizione del Campionato Adriatico Meteor, una regata ormai classica per la classe Meteor che ha accompagnato la rinascita della flotta locale praticamente sparita dopo il campionato italiano di Chioggia del 1990. Quella di quest’anno è stata l’edizione più numerosa dopo quella che fece da warm up al Campionato Italiano di Chioggia del 2008, 17 imbarcazioni alcune delle quali provenienti anche da molto lontano ad onorare l’inserimento della regata nel nuovissimo circuito italiano timonieri che a fine stagione premierà il timoniere più continuo e anche più presente in una serie di regate nazionali geograficamente distribuite in tutto il territorio nazionale.
Sabato previsioni di pioggia e vento forte non facevano sperare bene, invece già al mattino splendeva un limpido sole e la bora non sembrava così forte da pregiudicare le regate. La flotta dei Meteor usciva regolarmente per disputare la prima prova in programma alle 14.00, mare ancora ben formato ma vento sicuramente e decisamente in calo. Neanche il tempo di posizionare il campo di regata e cominciare le procedure di partenza che la bora saliva a circa 6 m/s, bellissima regata subito dominata dai riminesi Città di Viserba, freschi secondi al Campionato Italiano di Desenzano, e dai liguri di Pekora Nera; dietro è bagarre per il terzo posto, la spunta Malandrina con al timone l’ottimo Sacchi già più volte campione italiano della classe.
Nella seconda prova la bora invece di calare tende ad aumentare e anche l’onda, la flotta dei Meteor soffre un po’ di bolina ma in poppa è uno spettacolo con le barche che surfano sull’onda con lo spinnaker, i primi due sono sempre Città di Viserba e Pekora Nera (autore di una grande rimonta) e alle spalle è sempre lotta per il piazzamento, questa volta è Marasca a spuntarla di un soffio su G&G e Zenzero.
Ancora più vento e mare per la terza prova in programma, in alcuni momenti si toccano i 9 m/s e la regata è decisamente la più spettacolare e combattuta, 5 barche in un fazzoletto anche se a spuntarla sono sempre Viserba e Pekora ancora davanti a Marasca e G&G.
Domenica bora leggera e calante, la prova è in programma alle 12.00 ma a quell’ora il vento è proprio leggero e c’è anche una forte corrente contraria in prossimità della boa di bolina; la flotta fatica a doppiare la boa di bolina, riesce a passare Malandrina poi cala ancora l’aria e non passa più nessuno per almeno 15 minuti. Il Comitato riduce il percorso e dà l’arrivo a Malandrina e ad altre 3 imbarcazioni, le altre sono fuori tempo massimo ma c’è il dubbio che anche Malandrina non sia riuscito a completare il primo giro nel tempo limite previsto dalle istruzioni, su richiesta di alcuni concorrenti il Comitato riesamina la prova e riconosce che Malandrina ha impiegato più dell’ora prevista per coprire il percorso e annulla la prova. Le condizioni meteo non permetteranno la disputa di nessun altra prova e l’Adriatico si chiude con le tre splendide prove del sabato che però non consentono alla flotta di effettuare lo scarto e di confrontarsi con condizioni meteo più leggere, peccato perché il livello era alto e sarebbe servito a tutti fare un po’ di regate a contatto con gli equipaggi tra i più forti a livello nazionale.
Il Trofeo dell’Adriatico, girante perpetuo, và ai riminesi di Città di Viserba
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